E-commerce ed evasione, la Corte dei Conti chiede nuovi strumenti normativi

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Servono nuove armi per combattere evasione ed elusione fiscale nell’epoca della economia digitale: strumenti ad hoc e lo sviluppo della cosiddetta “computer forensics”

, il trattamento di dati, informazioni digitali e sistemi informativi digitali “per finalità investigative e di giustizia, tipico dell’ambito delle investigazioni criminali”.
Lo spiega la Corte dei Conti nella relazione su “E-commerce e sistema fiscale” – la trovate qui – spiegando che l’economia digitale “non può essere ridotta all’e-commmerce e ha caratteristiche tanto specifiche da “porre in crisi l’applicabilità dei principi adottati dalla maggior parte degli Stati per la tassazione dei redditi transnazionali, ossia il world-wide taxation principle (per cui il contribuente è assoggettato a imposizione per tutti i suoi redditi, ovunque prodotti, nello Stato di residenza) e il principle of source (in virtuù del quale il soggetto non residente è assoggettato a imposizione in relazione al luogo in cui i redditi sono prodotti)”. Di qui anche la necessità di nuovi strumenti normativi.
L’offensiva fiscale deve necessariamente partire dalla mappatura del fenomeno, fino ad arrivare all’adozione di strumenti più efficaci di penetrazione di gestione dei dati, con una stretta collaborazione tra Agenzia delle Entrate e Guardia di Finanza in Italia e tra enti sovranazionali a livello globale.
Riguardo alla Gdf, la Corte dei Conti ricorda che nel triennio 2015-2017 nel settore del contrasto all’evasione e alle frodi fiscali di rilievo internazionale, sono stati effettuati 4.197 interventi ispettivi, fra verifiche e controlli fiscali e 1.596 indagini di polizia giudiziaria, su delega delle procure della Repubblica. I risultati di queste attività rivelano che i fenomeni illeciti di ambito ultranazionale rispetto all’evasione complessiva supera il 54% del totale